FC Stroitel Pripyat

All'inizio degli anni '70, proprio mentre Pripyat stava nascendo come città, letteralmente costruita da zero per accogliere i lavoratori della centrale nucleare e le relative famiglie, venne fondata la squadra di calcio locale: lo Stroitel Pripyat. Il nome significava (evocativamente) "costruttori". La carriera di questo Club fu breve, tanto quanto la sorte della città che lo ospitava. Nel 1981, sotto la direzione di Anatoly

FC Stroitel Pripyat2019-09-01T12:01:15+00:00

Duga radar

L'antenna Duga costò al partito comunista sovietico 7 miliardi di rubli (due volte la centrale nucleare di Chernobyl). Era stata concepita come radar a lungo raggio in grado di identificare un possibile lancio di missili balistici a grande distanza (era epoca di Guerra Fredda e le tensioni tra America e Russia erano all'apice). Questo era un oggetto Top Secret fino a metà degli anni

Duga radar2019-08-28T19:49:08+00:00

L’appartamento di Leonid Toptunov, il capro espiatorio

Leonid Toptunov aveva 25 anni all'epoca del disastro. E ne aveva ancora 25 quando morì per sindrome da radiazione acuta, il 14 Maggio 1986, all'ospedale nr 6 di Mosca. E sempre 25 quando fu seppellito nel cimitero di Mitino (Mosca) in una bara di piombo, sotto metri e metri di terra. Il suo corpo non era più un corpo umano, bensì un reattore nucleare.

L’appartamento di Leonid Toptunov, il capro espiatorio2019-08-27T11:35:38+00:00

I cani di Chernobyl

Un'altra eredità del disastro nucleare di Chernobyl sono i cani. Il giorno in cui venne organizzata l'evacuazione di Pripyat, venne ordinato ai cittadini di portare solo lo stretto necessario per assentarsi da casa tre giorni. Venne ordinato loro di lasciare gli animali domestici nelle abitazioni. Gli animali erano, senza dubbio, molto contaminati dato che, si sa, stanno a contatto col suolo, all'aria aperta, bevono

I cani di Chernobyl2019-08-08T10:35:07+00:00

Il sistema scolastico ai tempi dell’Unione Sovietica visto attraverso le scuole di Pripyat e della Zona di esclusione di Chernobyl

E' dal 2015, ovvero dal mio primo viaggio nella Zona di esclusione di Chernobyl, che cerco di riordinare le fotografie delle scuole di Pripyat (e dei villaggi circostanti) cercando di dargli la giustizia che si meritano. E debbo dire, non è facile. Le scuole e gli asili sono i luoghi più difficili da affrontare, proprio perchè si vola con il pensiero ai bambini, alla

Il sistema scolastico ai tempi dell’Unione Sovietica visto attraverso le scuole di Pripyat e della Zona di esclusione di Chernobyl2019-08-06T16:16:32+00:00

Vasily e Lyudmila Ignatenko, un amore eterno

Questa è la storia di una coppia ordinaria della Pripyat sovietica, la cui vita si è trasformata in un incubo subito dopo l'esplosione alla centrale nucleare Lenin. "Gli ultimi diciassette giorni in cui mio marito ha vissuto dopo l'incidente, ero accanto a lui, ignara dell'irradiazione che stava colpendo me e il nostro bambino non ancora nato." L'intera vita di Lyudmila è chiusa in quei

Vasily e Lyudmila Ignatenko, un amore eterno2019-09-10T19:19:31+00:00

Lara, storia di una donna evacuata da Pripyat

Lara ha 67 anni, fa la badante in Italia e vive a Vignola, cittadina emiliana, situata a metà strada tra Modena e Bologna. Vignola è la città dove io sono nata e cresciuta e dove Lara è rinata, dopo quel tragico 26 aprile 1986. Strano il destino delle persone. Io e lei legate da due città: Pripyat, luogo di cui non posso più fare a meno, la

Lara, storia di una donna evacuata da Pripyat2019-03-07T17:41:49+00:00

Control room reactor #4 – Chernobyl nuclear power plant

30 Settembre 2015 Ero al mio primo viaggio nella Zona di esclusione, al penultimo giorno di cinque incredibili giorni. Inutile negare che, come in tutte le cose, la prima volta non si scorda mai. E in questo caso specifico non dimenticherò mai quel viaggio proprio perchè ebbi l'esclusiva opportunità di entrare nella sala comandi del reattore 4. Il New Safe Confinement non era ancora

Control room reactor #4 – Chernobyl nuclear power plant2019-09-10T19:21:53+00:00

Natale con Baba Maria

Mesi di programmazione, con la certezza che non avrei avuto certezze! Gennaio nella Zona è quanto di più climaticamente difficile si possa affrontare laggiù. Il programma era chiaro e semplice: "6 Gennaio, vigilia del Natale ortodosso, saremo da Maria. Portate qualche regalino, se desiderate, almeno avrà un pacchetto anche lei da scartare! Cibo e medicinali li compreremo a Kiev." Tutti i partecipanti al viaggio

Natale con Baba Maria2019-09-10T19:22:35+00:00

Pripyat hospital

L'ospedale di Pripyat, per me, non ha nome in italiano: si chiama semplicemente "Pripyat hospital". Perchè? Perchè è il luogo più noto al mondo di questa città e della triste storia che l'avvolge, ed è universalmente conosciuto con questo nome. Credo che sia anche il luogo più inquietante dell'intera zona di esclusione di Chernobyl. Il più freddo, il più pauroso e senza dubbio il

Pripyat hospital2019-10-05T17:35:46+00:00
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