Era il 2015, quando intrapresi il mio primo viaggio da sola nella zona di esclusione di Chernobyl. Da allora non ho mai più smesso di viaggiare in quella terra, di cui mi sono follemente innamorata. E da allora sono tantissime le persone che hanno desiderato unirsi ai miei viaggi.
Viaggio sempre con gruppi formati da pochi partecipanti perchè credo che sia fondamentale che ognuno abbia la possibilità di vivere appieno questa esperienza, senza perdersi nei meccanismi dei gruppi numerosi e chiassosi. Ogni persona è spinta ad affrontare questo viaggio da forti motivazioni. Motivazioni profonde e private. Motivazioni che richiedono tempistiche particolari per essere elaborate e metabolizzate. La scelta di viaggiare affiancati da una persona che parli italiano viene dalla necessità di comprendere le dinamiche e la storia di questa terra. Confrontarsi in lingua madre è la via necessaria per non perdere nemmeno un dettaglio di questo viaggio. Ed ecco perchè ho scelto di mettere a disposizione di tutti la mia esperienza maturata in anni di viaggi.

Ciò che visiterai nella Zona (a questo link trovi il programma del viaggio: https://www.francescagorzanelli.it/viaggia-con-me-per-conoscere-realmente-la-zona-di-esclusione-di-chernobyl/) non è nulla a confronto con ciò che scoprirai di questa storia, di questa cultura e soprattutto di te stesso. Non si tratta di “dark tourism”, come tanti amano apostrofarlo, bensì di un viaggio attraverso la storia, alla ricerca di una consapevolezza che oggi è fondamentale, per non ripetere gli errori del passato.

Alla domanda: “ma chi parte per questo viaggio, perchè lo fa?”
Sinceramente non ho mai saputo rispondere. Andrebbe posta questa domanda ad ogni partecipante. Di norma la pongo al termine del viaggio: “le tue impressioni in proposito?”. Ed è come scoperchiare una pentola a pressione! Come aprire una diga di emozioni.

Principalmente perchè il mio viaggio è incentrato quasi esclusivamente sulle emozioni! Mescolarsi alle persone del luogo, con le loro abitudini ed il loro passato che ha profondamente influenzato il loro presente ed il loro futuro. Non siamo visitatori durante questo viaggio, non siamo in vacanza e non siamo nemmeno spettatori, siamo compartecipi della vita che continua a scorrere nella Zona di esclusione, seppur tra mille difficoltà. Siamo portatori di culture differenti, di esperienze di vita differenti, di momenti di allegria, siamo spugne che assorbono i racconti di chi ancora ci vive in queste terre martoriate dal fallout nucleare, spugne che assorbono i silenzi della città fantasma, quei silenzi che comunicano più di mille parole. E siamo anche portatori di denaro, perchè negarlo? Quanto è importante il denaro anche per queste persone che non hanno pensioni e nessun sussidio dal Governo?

Qualcuno si unisce ai miei viaggi per la prima volta, qualcun altro è già stato nella Zona ma sceglie di riviverla con me e qualcuno ci torna con la moglie, con il fidanzato, con la madre e con la zia.
Ogni viaggio è un’esperienza nuova, per tutti, inclusa la sottoscritta. Ogni viaggio mi ricorda quanto ancora ho da imparare, ancor prima di quanto abbia da insegnare. Questi viaggi mi ricordano che l’umiltà è fondamentale. Al link di seguito trovate l’intervista che ho realizzato con alcuni di questi viaggiatori a cui ho lasciato l’onore (e l’onere) di spiegare cosa si vive durante un viaggio di questo genere: https://www.youtube.com/watch?v=JhsDWTeOx0A&t=1448s.

“Cosa accomuna tutti quelli che tornano in questo mondo abbandonato, più e più volte?
Dev’essere evasione.
Il ritmo delle grandi città, imposto dagli obiettivi e dai valori della società, il lavoro non amato, le relazioni tossiche, la mancanza di significato e la stanchezza.
Ognuno di noi sta scappando da qualcosa verso questo paese dell’infanzia.
Un luogo dove il tempo va in un’altra dimensione.
Stiamo scappando qui per tornare nel mondo reale con nuove forze. E’ come una specie di virus. Vieni qui e ti ammali di amore. Non è l’ultima volta che torno dalla Zona completamente rinata.
Quindi il mio consiglio: se sei depresso o ti senti in colpa, se devi curarti dai mali di questa società, prendi uno zaino e vai nella Zona!”