Da qualche anno la Zona di esclusione di Chernobyl è stata aperta ai visitatori. Si tratta del più grande museo a cielo aperto che il mondo abbia attualmente a disposizione. Una immensa Pompei! Ultimo baluardo di una Unione Sovietica che non esiste più e di una Guerra Fredda finalmente conclusa. In questi territori tutto è rimasto fermo al 1986. L’interesse verso questi luoghi è forte e questa zona risulta essere la più visitata dell’intera Ucraina, negli ultimi anni. Nel 2017 ha vantato circa 20ooo visitatori.

Per visitare questi territori occorre rivolgersi ad alcuni tour operator locali, i quali si occupano di ottenere i permessi governativi per l’accesso all’area. E’ assolutamente vietato entrare nella zona se non esclusivamente accompagnati da queste persone autorizzate. E’ facile perciò imbattersi nel tour stile “Gardaland” se non si conosce qualcuno che possa indirizzare verso il tour operator più serio. La scelta è abbastanza ampia, ma non sempre di qualità. La procedura è sempre la stessa. Un pulmino privato preleva i visitatori a Kiev, che dista meno di 150km da Chernobyl, e li conduce in visita all’interno della Zona. La visita in giornata è la scelta peggiore. Il tempo a disposizione è troppo breve e la visita si svolge come allo zoo safari, chiusi in auto a “guardare” la storia attraverso un finestrino. Credo fermamente che questo immenso territorio ricco di storia, non possa essere ridotto ad un solo giorno di visita. La scelta migliore è quella di soggiornare 3 o più giorni. Si pernotta a Chernobyl, in un hotel in vero stile sovietico, si pranza alla mensa della centrale nucleare con pasti appositamente cucinati per gli ospiti e non a km0 (quindi non contaminati) e si cena nell’unico ristorante presente. Si tratta di una vera e propria esperienza nel pieno della storia. A stretto contatto con i veterani che hanno vissuto quei drammatici momenti e con i “samoseli” (in lingua ucraina significa “auto insediati”), gli anziani che sono rientrati a vivere nelle proprie case nonostante il divieto del governo. Scegliendo di soggiornare per più giorni, si ha a disposizione un van privato per tutta la durata della permanenza, che conduce i visitatori su rotte prestabilite, monitorate preventivamente dai tour operator. Inoltre si è sempre accompagnati da una guida locale che, non solo spiega in modo dettagliato tutto ciò che si visita, ma vigila anche sui visitatori, che non infrangano le regole e non si allontanino dal gruppo. In queste zone esiste il coprifuoco per gli ospiti.

Da anni propongo viaggi in lingua italiana direttamente dall’Italia, al fine di condurre i visitatori ad affrontare il viaggio in tutta sicurezza senza incappare in incomprensioni dovute alla lingua o in atteggiamenti errati, non ammessi durante questi viaggi. Questo con l’obiettivo di vivere la miglior esperienza possibile, mettendo a disposizione di tutti la mia conoscenza dei territori, delle persone e dei migliori tour operator presenti nella Zona.

L’Ucraina sta attraversando un momento molto difficile politicamente. E’ in corso dal 2014 la guerra in Donbass. Questo sta profondamente mettendo in crisi l’economia locale e la povertà è in netto aumento. Da anni stavano cercando di risollevarsi dal dopo Urss e dall’incidente di Chernobyl, ma ora si ritrovano a fare i conti con questa terribile situazione. L’apertura della Zona di esclusione ai visitatori rappresenta una grande opportunità di riscatto per questo popolo, esattamente come è accaduto (e tutt’ora accade) per quei luoghi che ospitano, sui loro territori, i terribili ex campi di concentramento e di sterminio.

Al fine di aiutare il più possibile l’economia locale, io propongo sempre di includere qualche giorno di turismo a Kiev, al rientro dalla Zona di esclusione. La capitale è una meravigliosa città, dove è facile percepire il passato sovietico, ma dove si respira anche l’apertura verso l’Europa. Inoltre è ricca di stupende chiese ortodosse e già solo quelle valgono ben una visita. Il cibo locale è davvero ottimo e le persone sono gioviali, a dispetto di ciò che le leggende metropolitane ci vogliono far credere.

Perchè visitare questi luoghi:

Anzitutto per vedere con i propri occhi ciò che nemmeno i libri di scuola raccontano. Negli ultimi anni è stato coniato un nuovo modo di dire, ovviamente non ufficializzato: AC/DC, avanti Chernobyl/dopo Chernobyl. Questo indica chiaramente come le sorti del mondo siano letteralmente cambiate dopo questo episodio. Chi si reca in questi luoghi è, di norma, un appassionato di storia.

In questi territori si trovano ancora tantissime icone del comunismo, nonché tanti murales con la propaganda dell’epoca. Nella città di Chernobyl, per esempio, è visibile l’ultima statua di Lenin rimasta in tutta l’Ucraina. Questa nazione sta mettendo in atto una forte politica anti-Russia, ripudiando letteralmente il passato sovietico e affacciandosi sempre più all’Europa. Questo rende la Zona di esclusione un vero museo. Anche la struttura della immensa città di Pripyat svetta con tutta la sua architettura comunista degli anni ’70. E’ possibile comprendere come vivevano in quell’epoca ed è palpabile anche la velocità con la quale dovettero evacuare la città. In ultimo, ma non ultimo, per vedere la meravigliosa natura che ha preso il sopravvento. Qui hanno trovato il loro habitat tantissime specie animali. Si è ristabilito un equilibrio naturale come accade solo in certe riserve naturali. In questa zona si è re-insediato anche il meraviglioso cavallo di Przewalski, specie che si era estinta negli anni ’70 proprio per mano dell’uomo. Nonostante gli animali si alimentino con cibo contaminato e vivano in terre malate, e questo abbia compromesso irrimediabilmente il loro DNA, vivere in assenza dell’uomo senza il pericolo di cacciatori o incidenti stradali, garantisce a questi animali una speranza di vita più longeva rispetto agli stessi animali che vivono nel resto del mondo, in assenza di radiazioni, ma in presenza dell’uomo e dell’inquinamento globale.

La stagione migliore per visitare questa parte dell’Ucraina è senza dubbio l’inverno. Quando la neve avvolge tutto rendendo questi luoghi veramente fiabeschi. Le temperature sono certamente molto rigide e questo fa sì che i visitatori siano davvero pochi, dando la possibilità di vivere l’intera area per quella che è davvero oggi, ovvero un luogo senza persone e senza traffico. Tuttavia le visite si svolgono durante tutto l’anno, senza alcuna pausa per festività nazionali o religiose.

Nota per la salute:

A distanza di 32 anni dall’incidente alla centrale, questa Zona è ancora altamente contaminata e non vivibile per l’uomo. E’ però possibile visitarla in quanto le radiazioni oggi si presentano sotto forma di pulviscolo, che necessita di un tempo medio/lungo di esposizione per contaminare un corpo.

Gli isotopi che si dispersero nell’atmosfera, la notte del 26 Aprile 1986, furono: Iodio-131 (con emivita 8 gg), Cesio 137 (emivita 30 anni), Stronzio 90 (emivita 28,8 anni), Plutonio 239 (emivita 24200 anni) e Plutonio 240 (prodotto dalla fissione nucleare con emivita 80000 anni).
Ad oggi alcuni isotopi hanno dimezzato la loro emivita, tranne il Plutonio, il quale rende totalmente invivibili questi territori. Tuttavia il viaggio si sviluppa su un periodo di breve permanenza e su rotte monitorate costantemente proprio al fine di non imbattersi in situazioni potenzialmente pericolose.

Soggiornando nella Zona per 4/5 giorni (e sempre monitorando il livello di radiazioni attraverso il Gamma Scout, un rilevatore di raggi gamma e beta, mio fedele compagno di viaggio) la dose di radiazione assorbita sarà comunque inferiore a quella assorbita durante un volo aereo intercontinentale.

Viaggio organizzato in collaborazione con: http: www.fuorirotta.biz
2018-11-26T14:01:56+00:00

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