I cani di Chernobyl

Un'altra eredità del disastro nucleare di Chernobyl sono i cani. Il giorno in cui venne organizzata l'evacuazione di Pripyat, venne ordinato ai cittadini di portare solo lo stretto necessario per assentarsi da casa tre giorni. Venne ordinato loro di lasciare gli animali domestici nelle abitazioni. Gli animali erano, senza dubbio, molto contaminati dato che, si sa, stanno a contatto col suolo, all'aria aperta, bevono

I cani di Chernobyl2019-08-08T10:35:07+00:00

Lara, storia di una donna evacuata da Pripyat

Lara ha 67 anni, fa la badante in Italia e vive a Vignola, cittadina emiliana, situata a metà strada tra Modena e Bologna. Vignola è la città dove io sono nata e cresciuta e dove Lara è rinata, dopo quel tragico 26 aprile 1986. Strano il destino delle persone. Io e lei legate da due città: Pripyat, luogo di cui non posso più fare a meno, la

Lara, storia di una donna evacuata da Pripyat2019-03-07T17:41:49+00:00

Control room reactor #4 – Chernobyl nuclear power plant

30 Settembre 2015 Ero al mio primo viaggio nella Zona di esclusione, al penultimo giorno di cinque incredibili giorni. Inutile negare che, come in tutte le cose, la prima volta non si scorda mai. E in questo caso specifico non dimenticherò mai quel viaggio proprio perchè ebbi l'esclusiva opportunità di entrare nella sala comandi del reattore 4. Il New Safe Confinement non era ancora

Control room reactor #4 – Chernobyl nuclear power plant2019-09-10T19:21:53+00:00

Natale con Baba Maria

Mesi di programmazione, con la certezza che non avrei avuto certezze! Gennaio nella Zona è quanto di più climaticamente difficile si possa affrontare laggiù. Il programma era chiaro e semplice: "6 Gennaio, vigilia del Natale ortodosso, saremo da Maria. Portate qualche regalino, se desiderate, almeno avrà un pacchetto anche lei da scartare! Cibo e medicinali li compreremo a Kiev." Tutti i partecipanti al viaggio

Natale con Baba Maria2019-09-10T19:22:35+00:00

Pripyat hospital

L'ospedale di Pripyat, per me, non ha nome in italiano: si chiama semplicemente "Pripyat hospital". Perchè? Perchè è il luogo più noto al mondo di questa città e della triste storia che l'avvolge, ed è universalmente conosciuto con questo nome. Credo che sia anche il luogo più inquietante dell'intera zona di esclusione di Chernobyl. Il più freddo, il più pauroso e senza dubbio il

Pripyat hospital2019-10-05T17:35:46+00:00

Slavutych, la sorella di Pripyat

Slavutych è l'ultimo esempio di utopismo comunista. E' letteralmente la sorella di Pripyat. Fu costruita immediatamente dopo l'evacuazione della famosa Atom Grad (la città dell'atomo), proprio per ospitare i lavoratori della centrale nucleare. Sorge nell'oblast di Chernighov, a circa 45 km dalla sorella maggiore, distanza strategica studiata per non rientrare nell'area di esclusione (che di norma interessa le aree entro i 30 km dalle

Slavutych, la sorella di Pripyat2019-09-10T19:23:57+00:00

Igor Kostin

Quando si parla di Chernobyl e della sua storia non si può non menzionare anche Igor Kostin. Igor Fedorovich Kostin, classe 1936, è uno dei cinque fotografi al mondo ad aver fotografato nell'immediato l'incidente alla centrale nucleare e la sua liquidazione nei mesi a venire. E non solo, fu anche il primo a documentare fotograficamente le gravissime conseguenze del grande irraggiamento assorbito dai feti

Igor Kostin2019-09-10T19:24:30+00:00

Impressioni del Dott. Cocchi, medico che ha partecipato ad un mio viaggio a Chernobyl

"La scala internazionale degli eventi nucleari (international nuclear events) classifica gli eventi critici per la sicurezza negli impianti nucleari secondo una scala che comprendono 7 livelli (da 1 a 7). L’incidente di Chernobyl occorso il 26 aprile 1986 è stato l’unico evento classificato fino al livello 7. Il reattore di Chernobyl era costruito in modo tale che si potesse verificare una reazione nucleare a

Impressioni del Dott. Cocchi, medico che ha partecipato ad un mio viaggio a Chernobyl2019-09-10T19:25:10+00:00

Come sei finita a Chernobyl?!

Molto spesso mi è stato chiesto: "come sei finita a Chernobyl?!" Potrei dare la solita risposta (peraltro vera, ma banale): "perchè questa storia mi ha accompagnata tutta la vita, l'ho vissuta da bambina italiana, quando non si poteva mangiare la verdura, bere latte, bla bla bla." Questa è la storia di tutti noi che c'eravamo all'epoca dell'incidente. La parola "Chernobyl", così strana e così

Come sei finita a Chernobyl?!2019-09-10T19:25:25+00:00

Kvass, la risposta sovietica alla Coca Cola

Quando dico che un viaggio nella Zona di esclusione di Chernobyl è un viaggio attraverso la storia, intendo proprio ciò che segue: Durante la mia prima visita alla città di Pripyat, la mia attenzione venne attirata da una sorta di “fungo” situato a fianco della stazione degli autobus. Poteva sembrare una biglietteria, ma essendo appena stata all'interno della stazione stessa dove avevo individuato la

Kvass, la risposta sovietica alla Coca Cola2019-09-10T19:25:42+00:00
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