I bambini di Chernobyl-Igor Pavlovets

In una intervista, ad una rivista inglese, Igor Pavlovets dichiara: "ho avuto una vita brillante nonostante io sia diverso". Un altro di quegli argomenti di cui non esiste alcun articolo in lingua italiana è proprio questo: la vita di Igor! Ne parlai nel 2018 nella mia pagina facebook Diario di un viaggio a Chernobyl (https://www.facebook.com/diariodiunviaggioachernobyl/posts/1857022764317030?__tn__=-R) e oggi ho deciso di pubblicarne la storia anche

I bambini di Chernobyl-Igor Pavlovets2019-10-26T17:44:19+00:00

Viva gli sposi-Pripyat, 26 Aprile 1986

Ciò che sto per raccontarvi è ciò che per anni ho creduto essere una leggenda metropolitana. Ho indagato tantissimo sulla coppia che si sarebbe sposata il 26 Aprile 1986 e che appare in tutti i video dell'epoca, ma con scarso successo. Ho fatto ricerche anche in loco, attraverso le guide locali, ma ne era uscito che quelle immagini facevano parte di una scena di

Viva gli sposi-Pripyat, 26 Aprile 19862019-12-17T10:02:41+00:00

FC Stroitel Pripyat

All'inizio degli anni '70, proprio mentre Pripyat stava nascendo come città, letteralmente costruita da zero per accogliere i lavoratori della centrale nucleare e le relative famiglie, venne fondata la squadra di calcio locale: lo Stroitel Pripyat. Il nome significava (evocativamente) "costruttori". La carriera di questo Club fu breve, tanto quanto la sorte della città che lo ospitava. Nel 1981, sotto la direzione di Anatoly

FC Stroitel Pripyat2019-10-26T17:45:08+00:00

I cani di Chernobyl

"Le persone salivano sui pullman e cercavano di evitare lo sguardo degli animali. Salvavano loro stesse, tradendo i propri animali domestici, così cari. Quando tutti se n'erano andati, nei villaggi entravano i soldati e li fucilavano. Lavavano le case, lavavano tutti gli edifici, la legna. Seppellivano latte, mele, gli ortaggi, qualsiasi alimento." Svetlana Aleksievic-Preghiera per Chernobyl Un'altra eredità del disastro nucleare di Chernobyl sono

I cani di Chernobyl2019-12-22T09:04:03+00:00

Lara, storia di una donna evacuata da Pripyat

Lara ha 67 anni, fa la badante in Italia e vive a Vignola, cittadina emiliana, situata a metà strada tra Modena e Bologna. Vignola è la città dove io sono nata e cresciuta e dove Lara è rinata, dopo quel tragico 26 aprile 1986. Strano il destino delle persone. Io e lei legate da due città: Pripyat, luogo di cui non posso più fare a meno, la

Lara, storia di una donna evacuata da Pripyat2019-12-20T07:01:27+00:00

Sala controllo reattore #4 – centrale nucleare di Chernobyl

30 Settembre 2015 Ero al mio primo viaggio nella Zona di esclusione, al penultimo giorno di cinque incredibili giorni. Inutile negare che, come in tutte le cose, la prima volta non si scorda mai. E in questo caso specifico non dimenticherò mai quel viaggio proprio perchè ebbi l'esclusiva opportunità di entrare nella sala comandi del reattore 4. Il New Safe Confinement non era ancora

Sala controllo reattore #4 – centrale nucleare di Chernobyl2019-11-10T14:24:41+00:00

Natale con Baba Maria

Mesi di programmazione, con la certezza che non avrei avuto certezze! Gennaio nella Zona è quanto di più climaticamente difficile si possa affrontare laggiù. Il programma era chiaro e semplice: "6 Gennaio, vigilia del Natale ortodosso, saremo da Maria. Portate qualche regalino, se desiderate, almeno avrà un pacchetto anche lei da scartare! Cibo e medicinali li compreremo a Kiev." Tutti i partecipanti al viaggio

Natale con Baba Maria2019-10-26T18:11:07+00:00

Pripyat hospital

L'ospedale di Pripyat, per me, non ha nome in italiano: si chiama semplicemente "Pripyat hospital". Perchè? Perchè è il luogo più noto al mondo di questa città e della triste storia che l'avvolge, ed è universalmente conosciuto con questo nome. Credo che sia anche il luogo più inquietante dell'intera zona di esclusione di Chernobyl. Il più freddo, il più pauroso e senza dubbio il

Pripyat hospital2019-10-26T18:11:28+00:00

Slavutych, la sorella di Pripyat

Slavutych è l'ultimo esempio di utopismo comunista. E' letteralmente la sorella di Pripyat. Fu costruita immediatamente dopo l'evacuazione della famosa Atom Grad (la città dell'atomo), proprio per ospitare i lavoratori della centrale nucleare. Sorge nell'oblast di Chernighov, a circa 45 km dalla sorella maggiore, distanza strategica studiata per non rientrare nell'area di esclusione (che di norma interessa le aree entro i 30 km dalle

Slavutych, la sorella di Pripyat2019-12-15T15:13:40+00:00

Igor Kostin

Quando si parla di Chernobyl e della sua storia non si può non menzionare anche Igor Kostin. Igor Fedorovich Kostin, classe 1936, è uno dei cinque fotografi al mondo ad aver fotografato nell'immediato l'incidente alla centrale nucleare e la sua liquidazione nei mesi a venire. E non solo, fu anche il primo a documentare fotograficamente le gravissime conseguenze del grande irraggiamento assorbito dai feti

Igor Kostin2019-10-28T17:09:26+00:00
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