Un’altra eredità del disastro nucleare di Chernobyl sono i cani.
Il giorno in cui venne organizzata l’evacuazione di Pripyat, venne ordinato ai cittadini di portare solo lo stretto necessario per assentarsi da casa tre giorni. Venne ordinato loro di lasciare gli animali domestici nelle abitazioni.
Gli animali erano, senza dubbio, molto contaminati dato che, si sa, stanno a contatto col suolo, all’aria aperta, bevono l’acqua delle pozzanghere e si cibano di ciò che trovano in natura, comprese prede con grande probabilità contaminate a loro volta. Come sappiamo, nessuno fece mai più ritorno alle proprie abitazioni e nei giorni seguenti all’incendio alla centrale nucleare, ai soldati venne ordinato di abbattere tutti gli animali.
Così galline, conigli, mucche, cani e gatti vennero uccisi e sotterrati nel terreno proprio per scongiurare una contaminazione fuori controllo. Qualche animale sfuggì a questa mattanza e negli anni a seguire, nè il Governo, nè nessun altro ente si è preso in carico la gestione della riproduzione incontrollata dei cani. Ed è così che oggi la Zona di esclusione di Chernobyl ne è super popolata. Sono ovunque. Anche all’interno del perimetro della centrale nucleare. La maggior parte sono docili ed innocui, in cerca continuamente di cibo e coccole.
Ad ogni viaggio che affronto trovo sempre qualche femmina gravida.  Ovviamente sono cani di cui nessuno si cura, dal punto di vista sanitario, quindi non vaccinati nonchè potenziali portatori di malattie. Principalmente la rabbia.
Nell’estate del 2017 è, fortunatamente, partito un progetto co-finanziato dalla comunità europea, per il censimento e per la sterilizzazione di alcuni esemplari di modo da poter arginare questa emergenza. Da amante folle dei cani, non posso che essere felice se si riuscirà ad arginarne la riproduzione incontrollata.

Uno dei cani più popolari, tra i visitatori dell Zona di Chernobyl, è senza dubbio Tarzan.

Tarzan è il guardiano dell’antenna militare Duga, nonché la più esperta guida turistica del luogo.
Lui aspetta i visitatori al cancello di ingresso, poi li conduce fino ai punti di maggiore interesse, camminando di fronte a loro. Come ti fa capire che sei giunto in un punto interessante? Si butta a terra davanti ad una porta o un “tunnel” creato dal passaggio delle persone tra gli arbusti della foresta, ed attende.
Intorno all’antenna ci sono dei bunker interessantissimi. Un dedalo di bunker dove è facilissimo perdersi. Dove io smarrisco l’orientamento, a causa della fitta vegetazione che cambia notevolmente lo scenario a seconda della stagione in cui ci si trova, lui mi apre continuamente la via.
E quando invece ti soffermi a guardare qualcosa che per te è nuovo, ma lui sa che non vale la pena perderci tempo, lo vedrai camminare senza fermarsi.
Tarzan è davvero una guida turistica esperta. E’ nato e cresciuto con i guardiani dell’antenna Duga, ma da un paio di mesi è sparito. Qualcuno si è preoccupato che fosse morto, invece è semplicemente “migrato”.
Ha raggiunto l’età adulta di un cane ed ha probabilmente deciso, da buon maschio, che era ora di andare alla scoperta del mondo.
E’ stato recentemente visto vicino a Chernobyl città. Non lo incontro da Gennaio (2019) e debbo dire che un pò mi dispiace averlo perso di vista, ma è giusto che prenda la sua strada, libero, come tutti gli animali dovrebbero essere.
Qualcuno spaccia foto sensazionali con lui, raccontando che è un lupo, e la gente rimane esterrefatta, affascinata: “Wow, un lupo”.
I lupi non si pongono a favore di fotografo in un luogo pieno di visitatori.
I cani sì. Perché adorano stare con l’uomo. Tra qualche anno, quando inizierà ad invecchiare, sono certa che lo ritroveremo in compagnia degli abitanti della Zona.